Dieci secondi. È il tempo che hai per non sembrare un turista in Italia. La parola che scegli per dire "ciao" racconta a un italiano se hai fatto i compiti o se hai aperto un traduttore sulla soglia.
La buona notizia: i saluti che vale davvero la pena conoscere sono una decina, e le regole per sceglierli sono semplici. La notizia migliore è che entro la fine di questa pagina saprai pronunciarli tutti correttamente — tocca i pulsanti audio e ripeti quello che senti. Questa non è una lezione di grammatica. È la strada più corta da zero a un saluto che funziona.
👋 I 10 saluti italiani che servono davvero
Ognuno ha un pulsante audio. Toccalo, dillo ad alta voce, vai avanti. L'ortografia italiana è molto più onesta di quella francese o inglese, ma l'accento cade dove non te lo aspetti, ed è esattamente lì che si riconosce chi sta imparando.
1. Ciao — (informale, saluto in entrata e in uscita) La parola che conoscono tutti, e quella che quasi tutti usano male. Funziona in entrambe le direzioni — quando arrivi e quando te ne vai — il che la rende la parola più efficiente della lingua. Ma è rigorosamente informale. Amici, famiglia, coetanei. Mai al farmacista.
2. Buongiorno — (formale, dalla mattina al pomeriggio) Il saluto cortese di default. Negozi, uffici, sconosciuti, la nonna del partner. Dirlo entrando in un bar prima di ordinare non è una gentilezza facoltativa: è semplicemente quello che si fa.
3. Buonasera — (formale, sera) Stesso ruolo di buongiorno, dal tardo pomeriggio in poi. Il passaggio avviene prima di quanto ci si aspetti — spesso verso le quattro o le cinque, non al calare del buio. Azzeccare il momento è un piccolo segnale che sai come funziona.
4. Salve — (neutro, la via di mezzo sicura) Il saluto che nessuno insegna e di cui tutti hanno bisogno. Né rigido come buongiorno, né confidenziale come ciao. Quando davvero non sai quanto essere formale, la risposta è salve.
5. Pronto — (solo al telefono) Solo quando rispondi al telefono. Mai come saluto di persona. Mai.
6. Buondì — (leggero, mattina) Una versione accorciata e allegra di buongiorno, comune al nord e nei messaggi. Cordiale senza essere confidenziale.
7. Piacere — (formale, primo incontro) Si dice stringendo la mano la prima volta che si conosce qualcuno. Corto, universale, impossibile sbagliarlo.
8. Come stai? — (informale) Quello che segue ciao. È un saluto, non una domanda vera. La risposta è bene, grazie.
9. Come sta? — (formale) La versione cortese, per chiunque si dia del Lei. Una lettera di differenza dall'informale, e si sente subito.
10. Ehilà — (molto informale, affettuoso) "Ehi, guarda chi si vede." Solo con amici stretti, di solito con un sorriso e un po' di sorpresa. Usarlo male non è maleducato, solo strano — come chiamare "capo" il proprio capo per scherzo.
📊 Quale, e quando
Important
L'unica regola che copre il 90% dei casi: se daresti del Lei alla persona, di' buongiorno. Se le daresti del tu, va bene ciao. Se non ne hai idea, di' salve.
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⚠️ I due errori che fanno sempre i principianti
Errore 1: usare ciao con gli sconosciuti. Ogni frasario apre con ciao, così chi impara lo usa ovunque: alla reception, al cameriere, al vicino anziano. Nessuno correggerà, e tutti lo noteranno. Un ciao a una persona a cui non sei stato presentato equivale a un "ehi tu".
Errore 2: dire buonanotte quando si vuole salutare andandosene. Buonanotte non è il saluto della sera: è quello che si dice quando la serata è finita e qualcuno va a dormire. Buonasera per salutare, buonanotte solo per chiudere la giornata.
Notes
Un terzo, più piccolo: l'accento di buongiorno cade su GIOR, e le doppie di parole come bello o notte si tengono davvero più a lungo. La differenza tra casa e cassa si sente all'istante. È una cosa che leggendo non si sistema: bisogna sentirla e imitarla.




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🗣️ La parte che un articolo non può fare
Ora sai quale saluto usare. Quello che non hai è la cosa che conta davvero quando hai una persona davanti: il riflesso. Sapere buongiorno e produrlo, a velocità normale, con l'accento giusto, senza due secondi di pausa, sono due abilità diverse, e solo una si impara leggendo.
Per quello serve qualcuno con cui parlare. Umi è il nostro tutor con intelligenza artificiale: ti ascolta parlare, sente il tuo accento e lo corregge sul momento — come farebbe un insegnante, ma alle undici di sera di un martedì, quando finalmente hai venti minuti.
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🇮🇹 Dove andare adesso
I saluti sono suoni prima che parole, quindi il passo successivo più utile è l'alfabeto: 21 lettere soltanto, e sapere quali si comportano in modo strano risolve metà dei problemi di pronuncia: Alfabeto italiano: tutte le 21 lettere (2026).
Se stai ancora confrontando gli strumenti e vuoi sapere com'è davvero studiare con un'app nel 2026, abbiamo provato le principali qui: Migliori App per Imparare l'Italiano 2026 (Testate).
Per il resto — i dieci saluti qui sopra bastano davvero per la prima settimana. Impara l'audio, di' buongiorno prima di ogni domanda, e tieni il ciao per chi ti ha già detto il proprio nome.
In bocca al lupo. Oppure, come ormai sai dire: .